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Si è chiuso al multisala Apollo di Milano il Telefilm Festival 2010,
un’edizione purtroppo sotto tono, più del cosiddetto “Festival della
crisi”, com’era stata definita dagli stessi organizzatori la
manifestazione dell’anno scorso. Si è sentita la mancanza di vere
novità e dei graditi gadget che accoglievano spettatori e
giornalisti all’ingresso del cinema e alle varie proiezioni
(quest’anno, solo qualche sporadica biro luminescente). L’unica vera
sorpresa della manifestazione, anche per il diretto interessato, è
stata l’accoglienza riservata dal pubblico a Zachary Levi, simpatico
protagonista di Chuck, noto anche per il ruolo del segretario Kipp
Steadman in Perfetti ma non troppo. Il trentenne attore,
presentatosi con un look più fascinoso del solito, capello corto e
berretto da baseball blu, ha rivelato di essere molto più simile al
nerd Chuck che all’azzimato e arrivista Kipp, e non è riuscito a
trattenere le lacrime di fronte al calore e all’entusiasmo dei fan,
intruppati in coda per ore nella speranza di incontrarlo. Alla fine,
per non scontentarne troppi, è stato organizzato in tutta fretta un
secondo incontro di una quarantina di minuti, che Levi avrebbe
protratto con gioia, se ne avesse avuta l’opportunità. A sorpresa e
di propria iniziativa, l’attore si è ripresentato verso le 19.00 di
domenica, offrendo un apprezzatissimo fuori programma ai fan e ai
volontari presenti. Ancora incredulo e incapace di accettare l’idea
di meritare tanta attenzione e affetto, continuando a ripetere la
parola che ha pronunciato forse più spesso in questi giorni
(“grazie”), sfoggiando invariabilmente un sorriso contagioso e
smagliante, ha posato per una sessione fotografica improvvisata e
distribuito generosamente baci e autografi. Con la sua disponibilità
e umanità, l’attore ha conquistato il cuore di tutti e il titolo di
vero re o, meglio, angelo del Festival.
Molto meno trambusto ha suscitato l’altra ospite VIP, la
bella ma compassata Morena Baccarin, interprete di Anna, perfida
aliena di V, remake dei Visitors non ancora trasmesso dalle reti in
chiaro, di Adria nella decima stagione di Stargate, e di Inara Serra
nella breve serie Firefly e nel film Serenity, tutti ruoli che non
le sono valsi finora una grande popolarità in Italia.
Riguardo
alle proiezioni, la più attesa era quella di The Pacific, il serial
sulla II Guerra Mondiale prodotto da Steven Spielberg e Tom Hanks,
che vanta suggestive panoramiche di sbarchi su spiagge tropicali e
battaglie navali, ma risulta appesantito da un ritmo piuttosto
lento.
Ha suscitato interesse il triplo crossover di CSI, in cui
brilla tuttavia per assenza l’amatissimo Gil Grissom di William
Petersen, sostituito dal politically correct ma poco carismatico
dottor Raymond Langston, interpretato da Laurence Fishburne.
La sessione “A tutto musical” ha offerto una curiosa
rassegna di telefilm musicali, dall’incredibile Cop Rock, serie
trash anni ’90 cancellata dopo 11 episodi, che alterna momenti
altamente drammatici a scene grottesche, dimostrazioni di pessima
recitazione a incongrui numeri di canto e ballo, al divertente Glee,
che ripropone la classica storia di studenti sfigati in cerca di
riscatto con una freschezza e un’ironia particolari. Se dovessimo
giudicare dalla reazione del pubblico, che imitava le esibizioni
degli interpreti davanti allo schermo come a una proiezione del
Rocky Horror Picture Show, un’ospitata dei protagonisti di
Glee al
prossimo Festival potrebbe far venire giù il teatro (o meglio, il
cinema, in questo caso).
Sfruttando la moda del momento, il TF ha voluto dedicare una
sessione anche ai vampiri, proponendo episodi di successi annunciati
come Vampire Diaries, della bistrattata serie canadese degli anni
‘90 Forever Knight e di curiosità come l’israeliano Split, dove una
ragazzina che sembra uscita da un manga deve venire a patti con la
scoperta di essere per metà umana e per metà vampira (split,
appunto), una verità annunciata da Leo, vampiro dotato ovviamente
dell’aspetto di un adolescente fighetto.

Purtroppo, quest’anno, tra le proiezioni interessanti si sono
aperti varchi di ore vuote. In parte, il problema è da attribuirsi
alla produzione telefilmica, ultimamente poco brillante, ma forse si
poteva rimediare con un palinsesto più ragionato. Non è stato
d’aiuto il libretto della manifestazione, che non forniva le
descrizioni di tutti gli eventi.
Il Telefilm Festival resta un punto di riferimento prezioso
per i fan e gli operatori del settore, e siamo certi che saprà
riservarci ancora belle sorprese negli anni a venire. Per quanto
riguarda l’edizione appena conclusa, conserviamo come sempre il
ricordo dei piacevoli momenti trascorsi fuori e dentro le sale con i
fedelissimi conosciuti nel corso degli anni, e diciamo con tutto il
cuore: grazie a te, Zach!

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