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 I"bloopers" nella serie classica di Star Trek
  Pubblicato su Settimo Inchiostro
Anno 2000
 
 

 

Ammettiamolo,  se molti di noi trekkie (o trekker,  se  si preferisce) amano la serie classica di Star Trek, non è  solo per  le storie, le idee, i personaggi e gli attori, ma  anche per  l'ingenuità  e il look tipicamente anni  Sessanta  della messa  in scena. Se infatti qualcuno ha mai fatto proprio  il detto "di necessità virtù", questi sono Gene Roddenberry e i suoi collaboratori che, pressati dalla  ristrettezza dei tempi e dalla scarsezza di mezzi, sono riusciti a confezionare un prodotto originale e affascinante,  seppur  costellato di clamorose ( e divertenti) sviste e  incoerenze.

Sono stati scritti perfino dei libri sui cosiddetti  blooper di Star Trek. Vediamone alcuni.

I più banali e ricorrenti sono quelli che riguardano scriminature  di capelli,  distintivi dell'equipaggio  e  oggetti vari che cambiano posizione da un'inquadratura all'altra, comunicatori  che  non trillano, date stellari che  spesso  non tornano, cronometri che sbagliano a calcolare il tempo  (vedi L'espediente della carbonite e Al di là del tempo), personaggi  che si materializzano in una posa diversa da  quella  che avevano al momento della smaterializzazione in sala  teletrasporto,  porte che si aprono automaticamente ma restano  perfettamente sigillate quando ci si deve appoggiare o socchiuse quando si vuole origliare in una stanza (sono forse telepatiche?), per non dire dell'incertezza che il capitano Kirk sembra  avere riguardo alla funzione dei pulsanti sul  bracciolo della sua poltrona in plancia (pare che per comunicare se ne possa premere uno a caso).

Ma esaminiamo ora i casi più interessanti.

Innanzitutto, l'Enterprise che si vede sfrecciare nei  titoli  di testa è diversa da quella che appare  nella  maggior parte  degli  episodi (la differenza è evidente  nella  parte terminale delle gondole a curvatura, che è costituita da  una specie di grata inclinata anziché da calotte semisferiche luminose).  L'astronave della sigla era stata  infatti  filmata durante le riprese del secondo pilota (Oltre la galassia). Il secondo modello venne utilizzato a partire dal primo episodio della serie, L'espediente della carbonite, ma le gondole  con la  grata riappaiono ogni volta che viene utilizzato  qualche vecchio fotogramma di Oltre la galassia.

Il riutilizzo di vecchie inquadrature crea brutti  scherzi quando ci vengono mostrate le postazioni del timoniere e  del navigatore  dal  punto di vista del  capitano,  davanti  allo schermo (infatti Chekov e Sulu a volte scompaiono all'improvviso per essere sostituiti brevemente da sconosciuti e  riapparire nell'inquadratura successiva).

Un  esempio lampante di "cambiamento di posizione" si  può notare  invece ne Il duplicato dove, durante la lotta  finale fra il Kirk buono e il Kirk cattivo, una serie di primi piani mostra lo spostamento da una guancia all'altra dei graffi sul viso del capitano.

Cambi  fulminei di vestiti balzano agli occhi  in  diversi episodi: l'uniforme di McCoy nella scena del teletrasporto di Il filtro di Venere (alternativamente a maniche corte e  lunghe), quella del capitano ne Il naufrago delle stelle  (prima Kirk  indossa la maglia gialla con il colletto  nero,  subito dopo quella verdolina con il collo a V), l'abito del guerriero che cambia colore nella scena della battaglia per il potere di Una prigione per Kirk e Co.

Tenerissima  è la lotta a colpi di macigni  di  cartapesta fra  Kirk e il terribile Gorn in Arena. Un finto sasso  è  il protagonista di uno dei blooper più divertenti ne Il  ritorno degli  Arconti: uno degli uomini dell'Enterprise, in fuga  da una  folla inferocita, viene colpito in testa da  una  grossa pietra  che rimbalza senza causare alcun danno e alcuna  reazione  da parte della vittima. Sempre sulla stessa linea,  il signor  Spock cerca invano di farci credere di esser  rimasto incastrato con il piede sotto a uno dei macigni lanciati  dai giganti de La Galileo. Stessa impressione fa il  dio-computer Vaal de La mela, pateticamente di cartapesta. L'incontro con i replicanti produce qualche confusione  in Requiem per Matusalemme e Gli androidi del dottor Korby.  Nel primo,  quando l'androide Rayna collassa, McCoy le  tasta  il collo per sentirne le pulsazioni. Nel secondo, il dottor Korby  (che, come si scopre alla fine, è un  androide)  tossisce dopo essere stato quasi strangolato da Kirk. Senza contare il procedimento semplicistico utilizzato in questo episodio  per la  realizzazione degli organismi artificiali: un  blocco  di creta di forma vagamente umana su una piattaforma, un giro di ruota e voilà, il gioco è fatto.

Quasi comica è l'inquadratura di Oltre la galassia in cui, dietro alla poltrona del capitano, appare un uomo  dell'equipaggio apparentemente addormentato sui comandi, mentre è clamorosa la scena di Viaggio verso Eden in cui il cadavere  del musicista hippy Adam muove tranquillamente un dito.

Sempre  in Viaggio verso Eden l'infermiera  Chapel  cambia improvvisamente colore di capelli e acconciatura nella  scena dello  svenimento collettivo (che infatti è una  sequenza  di seconda  mano prelevata pari pari da Operazione  cervello). E,  parlando di  Operazione cervello, qui Spock subisce  l'asportazione e il reinnesto dell'organo del titolo senza scompigliarsi un capello.

A proposito di capelli, non si può non citare il  ridicolo toupet che il guardiamarina Chekov è costretto a portare nella sua puntata d'esordio, Il gatto nero. Questa trovata  pare dovuta al desiderio di accentuarne la somiglianza con il leader  dei  Monkees, simil-Beatles molto amati in  quel  periodo dalle adolescenti.

Cambiando discorso, sono a dir poco stupefacenti i  tunnel perfettamente  cilindrici  scavati dalla horta  (creatura  di forma vagamente semisferica) in Il mostro dell'oscurità.

Una citazione a parte merita la storia dei pianeti  simili alla  Terra, che rientra nella serie delle  ingenuità  dovute alla ristrettezza di mezzi. Ambientare una puntata su un pianeta simile alla Terra rappresentava infatti un notevole  risparmio di tempo e di denaro, visto che consentiva l'utilizzo di costumi e scenografie già disponibili negli studi  cinematografici. Il filone inizia molto presto nella serie, con  la puntata Miri, ma raggiunge il culmine con gli episodi Le  parole sacre e Nell'arena coi gladiatori. Nel primo, c'è un richiamo esagerato al confronto fra yankees e comunisti (yang e kohm)  con tanto di bandiera americana e  Costituzione  degli Stati Uniti scritta in perfetto inglese. Nel secondo, Kirk  e Company  sbarcano su un pianeta dominato dall'Impero  Romano, dove perfino i nomi degli abitanti e degli dei sono  identici a quelli dell'Impero Romano terrestre. Proprio in questa puntata  si tenta di giustificare il bizzarro  fenomeno  citando una certa Legge di Hodgkins sullo sviluppo parallelo dei pianeti.  Ma allora non si capisce perché i nostri eroi  si  mostrino  tanto stupiti nello scoprire questi  parallelismi  in Miri,  Gli schemi della forza, Le parole sacre e Il  paradiso perduto, nel quale fra l’altro si tenta un’ulteriore spiegazione citando un’antica razza nota come I Protettori, impegnata a  prelevare e distribuire umanoidi per tutta la galassia allo scopo di preservarli dall’estinzione.

Motivi di risparmio hanno senza dubbio motivato la  scelta del  modello della navicella di Bele in Sia  questa  l'ultima battaglia.  L'astronave infatti è invisibile! E  permettetemi un appunto personale: l'interprete di Bele, Frank Gorshin,  è il peggior corridore che si sia mai visto (vedere per credere l'inseguimento a bordo dell'Enterprise alla fine della puntata).

La  scarsezza  di  mezzi  colpisce  ancora  nella   scelta dell'abbigliamento  dei soldati romulani (l'elmetto  coprente permette di risparmiare sulle orecchie a punta).

Un'altra  svista interessante appare  nell'episodio  Sfida all'ultimo  sangue,  dove Lincoln,  teletrasportato  a  bordo dell'Enterprise, rivela la sua ignoranza riguardo agli  avanzamenti del progresso, e tuttavia non trasalisce  minimamente di fronte alle porte automatiche della nave. Allo stesso  modo, in Missione di pace, Spock ci informa che la civiltà  organiana è primitiva  e ancora lontana dalla  meccanizzazione, eppure nessuno nota che le porte nella sala del consiglio  si aprono e chiudono da sole.

Un'ulteriore curiosità riguardo a Sfida all'ultimo sangue:  durante  la lotta con il colonnello Green, quando  Kirk  cade sulla schiena e piega le gambe per sferrare un colpo  all'avversario, si vede una riga bianca sul fondo dei pantaloni (la cucitura non ha retto?). In un'altra scena di lotta,  nell'episodio  La posta in gioco, il capitano  dovrebbe  combattere rimanendo  nelle sezioni colorate di giallo, pena la  perdita di un'arma, ma Kirk trasgredisce continuamente la regola senza  subire  conseguenze. Per restare in  tema,  un  guerriero klingon si dimostra assai poco resistente in La forza dell'odio, svenendo dopo essere stato colpito al gomito da un  uomo della sicurezza dell'Enterprise!

Due personaggi cambiano ruolo ma non nome nel corso  della produzione: Sulu, che viene presentato come fisico (responsabile della sezione scienze astrali) in Oltre la galassia  per trasformarsi in timoniere nell'episodio successivo, e De Salle,  che in Al di qua del paradiso è un biologo  in  uniforme gialla  e ne Il gatto nero è un ingegnere in uniforme  rossa. Uomini senz'altro dalle mille risorse! Ma l'exploit più eccezionale  resta quello del tenente Galloway  che,  vaporizzato dal capitano Tracey in Le parole sacre riappare vivo e vegeto e  con  lo stesso nome nell'ultima puntata,  L'inversione  di rotta. 

Parlando  di  miracoli,  che dire  del  filtro  di  Venere dell'episodio  omonimo (una completa cura di bellezza:  dalle rughe,  al trucco, all'acconciatura) e della cura d'urto  antietà di Gli anni della morte? Fa comunque piacere notare che i  nostri eroi hanno avuto degli emuli in tempi più recenti:  infatti  un trattamento altrettanto incredibile riporta gli  agenti  Mulder  e Scully alla giovinezza  nell'episodio  Calma reale di X-Files. 

Capacità di recupero eccezionali mostra anche Uhura ne  La sfida.  Qui infatti l'addetta alle comunicazioni non si perde d'animo dopo che la sonda Nomad le ha cancellato completamente la memoria. Anzi, si sottopone a un procedimento in  grado di rieducarla nel giro di una settimana. Ma se è così  facile  imparare, a cosa serve studiare tanti anni all'Accademia della Flotta?

E nonostante gli anni di severi studi e l'intelligenza superiore,  Spock  rivela qualche lacuna nella  sua  logica  ne L'ossessione,  dove  compie un gesto inconsulto  cercando  di bloccare  a  mani nude il passaggio di una nube  di  gas  attraverso una grata. Pare distratto anche in Un tuffo nel passato, quando spiega a Zarabeth che la sua patria è un pianeta lontano milioni di anni luce (se fosse vero, Vulcano dovrebbe trovarsi  in un'altra galassia). Nello stesso  episodio,  una guardia testimonia di aver sentito Kirk parlare con uno  spirito e chiamarlo Bones. In realtà, non era presente quando il capitano invocava il dottore.

Ne L'inversione di rotta, Kirk lascia la stanza della corte marziale dalla parte sbagliata, dove non  dovrebbero esserci  porte. Il capitano è protagonista di  un  divertente blooper  anche in Con qualsiasi nome, quando, colpito  da  un "campo selettivo che neutralizza gli impulsi nervosi e i  muscoli  volontari"  riesce tuttavia a sbattere le  palpebre  e saettare  occhiate a destra e a manca (e Uhura non gli  è  da meno).

Ne  La  bellezza è verità? Spock indossa una  visiera  per proteggersi dalla vista dell'ambasciatore medusano. Non credo che ne abbia bisogno, perché l'alieno viaggia all'interno  di una specie di baule. All'inizio il vulcaniano non poteva  saperlo,  ma alla fine sì. Infatti Kirk, nella scena finale  in sala teletrasporto, a differenza del suo primo ufficiale  non porta alcuna visiera.

Un blooper evidente anche in Corte marziale,  dove, durante  la lotta fra  Finney e Kirk, lo stuntman che  sostituisce William  Shatner non solo presenta una maglia meno  strappata della sua, ma non gli assomiglia neanche un po'.

Ne La macchina del giudizio universale, le proporzioni fra la  macchina e lo shuttle sono decisamente sbagliate: il  secondo dovrebbe essere molto più piccolo.

Una menzione speciale merita Velocità luce, episodio affascinante ma stiracchiato. La svista minore riguarda la videoregistrazione  della conversazione avvenuta sul  pianeta  fra Kirk  e McCoy (che presenta le battute del dialogo nella  sequenza sbagliata), la maggiore l'impianto stesso della  trama. Le porte e gli ascensori dell'Enterprise vengono mostrati opportunamente  spalancati per tutta la  durata  dell'episodio, perché gli scalosiani, che vivono un'esistenza  iperaccelerata, non avrebbero il tempo di aspettarne l'apertura. Ma  l'escamotage non è sufficiente. Phil Farrand, autore di The Nitpicker's  Guide for Classic Trekkers, si è preso la briga  di calcolare  la velocità di questi alieni, basandosi su  alcuni indizi forniti nel corso della puntata (ad esempio che  siano invisibili a occhio umano e che una di loro scansi il  raggio di  un phaser), e ne ha dedotto che Spock e McCoy  in  realtà avrebbero solo pochi secondi di tempo per salvare il capitano e risolvere l'enigma.

Continuando a parlare di trame, una delle più incoerenti è senza dubbio quella de Il marchio di Gideon, dove gli abitanti di un mondo ultrapopolato, volendo tendere una trappola  a Kirk,  non trovano di meglio da fare che costruire una  copia esatta  dell'Enterprise sul loro pianeta. Due  domande:  come fanno a conoscere la nave in dettaglio? E, se sul pianeta  c'è così  poco spazio, come può starci un vascello di queste  dimensioni?

Infine un'occhiata alla versione italiana della serie, che riesce  ad  aggiungere qualcosa di suo alla lunga  lista  dei blooper. Una citazione speciale riguarda i titoli: il bel And the  Children Shall Lead ("E i bambini  comanderanno")  viene trasformato in Sul pianeta Triacon, che non solo è insulso ma anche  sbagliato (infatti il pianeta si chiama Triacus).  The Changeling  (termine che si riferisce a un bambino  sostituito in  culla,  generalmente dalle fate) diventa un  generico  La sfida,  il che fa anche pensare a un possibile malinteso  (la parola "sfida" in inglese si traduce challenge). Infine,  The Carbomite Maneuver viene tradotto in L'espediente della  carbonite ma, mentre in inglese il termine carbomite non  esiste (ed è infatti un bluff di Kirk per spaventare  l'avversario), in italiano il vocabolo carbonite indica un "esplosivo costituito da nitroglicerina assorbita su farina di legno mescolata con nitrati", e dunque non può essere il materiale protettivo  inventato secondo il capitano un paio di  secoli  prima per rivestire le navi della Flotta e difenderle dagli  attacchi nemici.

Spock è protagonista di due simpatiche sviste di  doppiaggio: in Arena chiama il suo tricorder "videofono", mentre  in Trasmissione di pensiero definisce la fusione mentale "un'antica tecnica vulcanica”.

Ma la versione italiana ha anche un merito: nel già citato L'espediente  della carbonite, Spock parla dei suoi  genitori al presente, mentre in inglese i riferimenti sono al passato, come se fossero morti (cosa che non è, infatti Sarek e Amanda appariranno successivamente vivi e vegeti nella puntata Viaggio a Babel).

Si potrebbe dire molto altro, ma rischiamo davvero di  non finire  più. Chi è interessato ad  approfondire  l'argomento, può  trovare  notizie interessanti nella  Guida  Ufficiale  a Star Trek di Allan Asherman e, soprattutto, nelle  voluminose e  quasi maniacali Nitpicker's Guide del già citato  Farrand, disponibili soltanto in inglese sia per la serie classica che per la Next Generation. 
 


 

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Per informazioni su tutto ciò che è Star Trek in italiano consigliamo il sito dello Star Trek Italian Club:

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