Intervista a Ed Bishop    

Indice Articoli

 
 
  scritto per Excalibur in occasione della visita di Ed Bishop del settembre 1999  


Laura Iuorio con Ed BishopUno degli eventi più attesi della manifestazione  Immaginaria è sempre l'incontro con l'ospite d'onore, che quest'anno è  stato l'attore americano Ed Bishop, famoso soprattutto per aver interpretato il Comandante Straker nella serie di fantascienza UFO. Occhiali neri, vistosa camicia fantasia, capelli biondo scuro, viso segnato dal tempo e straordinariamente inglese, come se avesse assorbito col passare degli anni i tratti somatici comuni nella sua terra d'adozione, a prima vista Bishop non assomiglia molto  all'inappuntabile uomo di ghiaccio della serie anni '70.
La prima domanda che gli rivolgo, quando ci presentano in  una saletta privata, è: "Please, may I see your eyes?" Bishop  sorride e solleva gli occhiali. Ed eccoli, gli inconfondibili occhi  azzurri. Basta questo per fugare ogni dubbio: quest'uomo, trent'anni fa, è  stato  il Comandante Straker, baluardo a difesa  dell'umanità contro l'invasione aliena immaginata da Gerry Anderson.
Lo prego di essere comprensivo, perché è la prima volta  che mi cimento nel triplice ruolo di chaperon, interprete e conduttrice di conferenza stampa. Precauzione inutile. Gentile, disponibilissimo (scambia una parola con tutti, si fa fotografare stoicamente fino a esaurimento rullini, autografa di tutto, dai libri ai modellini,  dai manifesti stile lenzuolo ai cinturini d'orologio),  Bishop conquista  subito sia me che il pubblico, costituito in  prevalenza da giovani sui trent'anni (fra i quali diversi membri dell'"Italian Section of SHADO") ma anche, abbastanza sorprendentemente, da alcuni  ventenni genere metallaro perfino più emozionati degli  altri.
La  conferenza è il clou della giornata. Bishop cattura i fan  con una coinvolgente full immersion nel mondo di UFO.

D: Come si è trovato coinvolto nella realizzazione della  serie e come ha ottenuto il ruolo del Comandante Straker?

R: Avevo già lavorato per Gerry Anderson, il creatore di  UFO. Avevo dato la voce al capitano Blue, un personaggio della  sua serie  a pupazzi animati Captain Scarlett. Poi avevo  girato  con lui un film di fantascienza, "Doppia immagine nello spazio".  Così ho ottenuto il ruolo.

D:  Gli attori avevano qualche influenza  sulla  realizzazione delle sceneggiature?

R: No.

Il pubblico ride.

D: Parliamo di Straker. Che cosa le piaceva del suo  personaggio?

R: Il lato del personaggio che preferivo era la sua  dedizione al dovere. Mi piaceva interpretarlo, quand'era così rigido e deciso.

D: C'era qualcosa di lei nel personaggio?

R: No.

Altre risate del pubblico.

R: Era per questo che mi piaceva interpretarlo. Perché potevo essere nella serie quello che non ero nella realtà. Nella vita sono un indeciso, mentre Straker va dritto al punto, senza  incertezze.

D: Ha avuto modelli ai quali si è ispirato per la caratterizzazione del personaggio?

R: Sì. Avevo visto un documentario su due uomini che vivevano in bunker sotterranei in America e avevano l'incarico di premere  i bottoni  per il lancio dei missili nucleari, in caso di una  guerra con  l'URSS. Erano giovani e belli, non sapevano quale  fosse  l'obiettivo  dei missili, ma solo che se avessero premuto un  pulsante avrebbero  causato  la morte di milioni di  persone,  eppure  erano pronti a farlo se avessero ricevuto l'ordine. Ne rimasi  impressionato, ma penso che Straker fosse così.

D:  C'è una direzione in cui le sarebbe piaciuto  portare  il personaggio, senza poi riuscirci, per una ragione o per l'altra?

 R:  Direi di no. Quello che non mi è piaciuto è che  abbiano voluto introdurre nella serie la storia del matrimonio e del figlio di Straker. Faceva troppo soap opera, era sentimentale.

D:  Ma approfondiva il personaggio.

R: Certo, però UFO era un'altra cosa, doveva parlare di  alieni, non d'amore.

D:  Com'erano i suoi rapporti con i colleghi, sul set e  fuori dal set?

R:  Buoni. È ovvio che quando hai a che fare con un centinaio di persone, i membri della troupe, possono sorgere delle incomprensioni, ma con i membri del cast non ho mai avuto problemi, sul lavoro. Fuori dal set però non ci siamo mai frequentati.

D: E Gerry Anderson?

R:  Con lui sono sempre stato in ottimi rapporti. Anzi,  porto ancora l'orologio che mi ha regalato ai tempi delle riprese (lo mostra, ndr). È quello che portavo sul set. Quando non sai cosa fare in  una scena, guardalo, diceva. Entro un paio di settimane  potrei riprendere a lavorare con Gerry a una nuova serie computerizzata di Capitan Scarlett. Aspettiamo la decisione della compagnia televisiva.

D: Ha dei ricordi particolari o divertenti legati alla serie?

R: Lavoravamo duramente per realizzare UFO, non c'era  tempo per rilassarsi. E il mio personaggio era molto serio, per cui  cercavo di mantenermi il più possibile concentrato. Lo spiritoso della compagnia era George Sewell, l'interprete di Alec Freeman, ma in generale si lavorava molto e si scherzava poco.

D: È soddisfatto del risultato finale della serie?

 R: Mezzo e mezzo (in italiano, ndr). Qualche  episodio era molto buono, ad esempio Timelash (giunto in Italia  nella versione tagliata montata nel film UFO: Allarme rosso  - Attacco alla Terra, ndr), Sul fondo, Riflessi nell'acqua, Confetti check a-ok (in italiano nella versione tagliata del film  UFO: Distruggete Base Luna, ndr), ma alcuni erano molto  lenti,  e questo  dipendeva  dai dialoghi, dalle sceneggiature. A  volte  gli spettatori  indovinavano la soluzione delle trame prima dei personaggi.

D: Che cosa rendeva comunque UFO così speciale?

R: La prima cosa ovviamente erano gli effetti speciali, i sottomarini...  E penso anche che precorresse i tempi, con i  telefoni portatili, gli sportelli delle macchine ad apertura automatica verticale... E poi c'erano le scenografie, il look: le parrucche, le auto, i vestiti, e tutto questo si doveva a Sylvia Anderson (la moglie di Gerry, ndr), che aveva molto occhio per queste cose.

D:  Le è mai stato chiesto di apparire ancora nelle vesti  di Straker in una serie o in un film?

R:  Venticinque anni fa ero a Los Angeles e il mio  agente  mi chiese se mi sarebbe piaciuto interpretare Straker in un film  pornografico, con tutto quanto: le belle ragazze, le parrucche...

D: Solo le parrucche.

Bishop ride.

R: Solo le parrucche. Mi avrebbero dato un sacco di soldi,  ma ho rifiutato. Comunque è stata l'unica proposta concreta che abbia ricevuto. Per il resto, si è parlato di fare un'altra serie, in Australia. Ci sono state molte voci, ma niente di più.

D: Per molta gente UFO significa Straker. Era un personaggio molto carismatico, e in pratica è diventato il marchio di  fabbrica della serie. Questo ha avuto qualche effetto sulla sua carriera?

R: Sì, ovviamente sì, anche se non saprei dire se positivo o negativo. Ho lavorato molto, a teatro, in tv, al cinema, ma  questo è  il ruolo a cui sono più affezionato, perché è stata la  cosa più  grossa che abbia fatto, ma davvero non so se mi abbia aiutato  o penalizzato.

D: Com'è il suo rapporto con i fan?

R: Meraviglioso. UFO è un piccolo oggetto di culto e ha sempre avuto i suoi appassionati. Mi piace incontrare i fan della  serie e non ho mai avuto problemi con loro.

D: Cosa ne pensa della fantascienza contemporanea,  paragonata in particolare allo stile degli anni '70?

R: Oggigiorno, la fantascienza è meravigliosa, perché si  può fare tanto di più grazie ai computer, agli effetti digitali, e  le sceneggiature  sono più intelligenti. Però bisogna ricordare  che sono  state serie come UFO o Star Trek ad aprire la  strada,  a svolgere un ruolo pionieristico negli anni '70.

D:  Lei ha interpretato alla radio il detective Elijah  Bailey nel classico di Isaac Asimov Abissi d'acciaio. Com'è stata questa esperienza?

R:  Isaac Asimov è uno dei miei autori preferiti, e penso  che la radio sia perfetta per la fantascienza, perché lascia campo  libero all'immaginazione.

D: Se dovesse rifare tutto da capo, accetterebbe ancora di interpretare Straker?

R: È una domanda molto difficile, ma tutto considerato la risposta sarebbe: sì. Ho incontrato molta gente simpatica, come Paolo (Malaguti, il capo dell'Italian Section of SHADO, ndr) e tante altre persone in tutto il mondo, alle diverse convention. È  molto confortante  e lusinghiero, per un attore, vedere che la  gente  ha apprezzato il suo lavoro. Ho una figlia che fa la poliziotta e nessuno va mai a dirle: "Ben fatto!", eppure probabilmente  poliziotti e medici fanno spesso qualcosa di più degli attori.

Viene  il turno del pubblico di fare qualche domanda.  Fra  le più interessanti:

D: Lei è americano. Perché lavora così spesso in Inghilterra?

R: Ero andato in Inghilterra per studiare recitazione, poi  ho cominciato ad ottenere dei ruoli, mi sono sposato, ho avuto quattro figli, e ho continuato a ricevere proposte e a lavorare, tutto qui. Una volta, all'ambasciata americana, mi hanno chiesto perché non me ne tornavo a casa. Ho risposto che in America non hanno bisogno di un altro attore disoccupato, ce ne sono già abbastanza.

D: I produttori si aspettavano tutto questo successo?

R: Anzi, se ne aspettavano di più.

D: Ha mai visto Spazio: 1999, l'altra creatura di Gerry  Anderson? Le sarebbe piaciuto interpretare il Comandante Koenig?

R: In realtà, alcune delle sceneggiature erano state  scritte originariamente per UFO ma, quando la serie venne cancellata, furono  modificate per Spazio: 1999. Ovviamente ho  visto  Spazio: 1999,  e ritengo che sia molto buono, nel complesso un po’  meglio di UFO, grazie all'esperienza che avevamo fatto. Comunque, non mi sarebbe piaciuto interpretare Koenig.

D: Ci può dire qualcosa del rapporto di Straker con le colleghe donne?

R: Quando George Sewell decise di lasciare la serie, fui io  a proporre  di  prendere una donna come Numero Bishop firma autografiDue di Straker,  ed  è così  che Wanda Ventham entrò nel cast. Fino a quel momento  nella serie  non c'erano state molte donne, soprattutto in  posizioni  di comando. Virginia Lake rappresentava qualcosa di nuovo, anche  considerato che in quel periodo le donne avevano un ruolo più che altro  decorativo, in tv. Lei invece era un colonnello, e questo  era interessante. Quanto all'amore,  ho sempre pensato che il  rapporto di Straker con le donne assomigliasse un po’ a quello fra Stanlio e Ollio.  Li  vedi a letto assieme, ma non ti verrebbe mai  in  mente niente  di sessuale o cose del genere. (Ride.)

D: In Italia la serie è stata trasmessa in un orario per bambini. Qual era la vera intenzione di Gerry Anderson? Aveva in mente un programma per adulti o per bambini?

R:  L'intenzione era quella di realizzare un programma per  adulti,  perché Gerry voleva distaccarsi da quello che  aveva  fatto fino  a  quel momento, pupazzi animati per bambini, e  dedicarsi  a qualcosa di più serio e drammatico. Purtroppo, non ci è riuscito. È rimasto sul confine fra il prodotto per adulti e il prodotto per bambini. Infatti è stato trasmesso quasi ovunque in un orario  per bambini,  anche  se a New York è andato in onda il sabato  fra  le 19.00 e le 20.00, quindi in prima serata.

Dopo la conferenza, Bishop si concede un momento di relax, mescolandosi,  del tutto inosservato, alla folla di giovani  partecipanti alla kermesse di giochi di ruolo. È curioso, affascinato dai duellanti in costume d'epoca e dalle miniature del concorso di pittura. Poi si unisce nuovamente ai fan per la sessione ufficiale  di foto  e autografi, al termine della quale giunge il  momento  della separazione. Mi ringrazia, mi fa i complimenti e mi saluta con  due baci sulle guance. Grazie a lui, è stata una giornata speciale per tutti, e una grande prima volta per me. 

 

 

Per informazioni sulla serie UFO e sulle iniziative dei fans consigliamo il sito italiano www.isoshado.org