|
Non fidatevi di nessuno. I fan sono là fuori, e
si nascondono dietro le maschere più insospettabili: il timido
vicino di casa, lo studente d’ingegneria, la collega carina,
l’esperto di computer, la madre di famiglia… Un tempo si limitavano
a distribuire riviste amatoriali note come fanzine, e a
riunirsi in congreghe e in misteriosi raduni chiamati convention
(magari indossando orecchie a punta). Adesso hanno invaso Internet,
e la prova più inquietante è l’espansione inarrestabile della loro
produzione letteraria, la famigerata fan fiction. Ma andiamo
con ordine.
|
|
Legale o Illegale?
Tecnicamente, la fan
fiction è illegale, sfruttando personaggi e ambientazioni creati
da altri. Ci sono stati esempi di reti televisive o autori che hanno
diffidato titolari di NetZine e fanzine dal continuare
nelle loro attività (come la Lucasfilm Ltd, che nel 1981 esortò a
non utilizzare i suoi personaggi in storie pornografiche,
minacciando possibili conseguenze legali), e diversi romanzieri sono
sospettosi nei confronti della fan fiction, soprattutto dopo
che una fan accusò nel 1992 Marion Zimmer Bradley di averle rubato
un’idea, facendo saltare la pubblicazione del nuovo libro della
scrittrice.
Tuttavia, nessuna causa è mai arrivata in tribunale, ed è quindi
difficile prevederne gli esiti, anche considerando che la stessa
fan fiction, in quanto attività derivata, sarebbe protetta dalle
leggi sul copyright. L’atteggiamento generale dei produttori
nei confronti della fan fiction è comunque di tolleranza, per
diversi motivi. Prima di tutto, si tratta ormai di un fenomeno
troppo vasto per poter essere controllato e, anzi, gli umori dei fan
finiscono spesso per influenzare le scelte degli studios. In
secondo luogo, la fan fiction è un’attività senza scopro di
lucro. Infine, la fan fiction alimenta l’interesse attorno al
prodotto oggetto dello “sfruttamento”, procurando più vantaggi che
svantaggi a chi ne detiene diritti. |
|
|
Che cosa s’intende per fan fiction? Appunto, quelle
opere letterarie non autorizzate scritte da fan di un particolare
telefilm, film, libro, videogame, fumetto, anime di tipo
prevalentemente seriale. Per essere più precisi, il fan
prende personaggi e universi creati da altri per farne,
rispettivamente, i protagonisti e l’ambientazione delle proprie
storie. Lo scopo può essere quello di affrontare temi che stanno a
cuore al fan e che la serie non vuole o non può affrontare, oppure
semplicemente di prolungare o rielaborare un’esperienza piacevole,
acquisendo anche una sorta di controllo sui personaggi amati. In
ogni caso, il successo dei fandom in generale e della fan fiction in
particolare dimostra il desiderio dei fan di non essere soltanto
fruitori passivi di un certo prodotto ma di rendersene partecipi
attraverso la propria creatività.
Comunemente, si pensa che la fanfic sia nata in Inghilterra negli
anni Venti del secolo scorso, quando le appassionate di Jane Austen
cominciarono a inventare nuove storie per i personaggi della
scrittrice, o negli anni Trenta grazie agli sforzi letterari dei
soci della Sherlock Holmes Literary Society. Quel che è certo è che
la fan fiction moderna non avrebbe visto la luce senza il fenomeno
Star Trek. Tutto cominciò con la pubblicazione della fanzine
Spockanalia nel 1967, quando era ancora in corso la messa in onda
della prima stagione del leggendario telefilm. Negli anni Ottanta le
fanzine esistenti erano circa 6.000, a rappresentare i fandom più
diversi, da Star Trek a Mash, da Indiana Jones a Spazio 1999, da
Guerre stellari a Starsky & Hutch, da Magnum PI a Remington Steele…
Ovviamente, molte di queste riviste contenevano fan fiction. E, con
l’avvento di Internet, il fenomeno è letteralmente esploso. Nel web
i fan hanno trovato un eccezionale campo giochi, un terreno
d’incontro e spazio pressoché illimitato per la conservazione e la
diffusione delle loro opere. Sono nati centinaia di siti per ogni
tipo di fandom, molti dei quali dedicati esclusivamente alla fan
fiction. Si calcola che in tutto il mondo siano centinaia di
migliaia gli scrittori di fan fiction, e milioni i lettori. Basta
inserire il termine in un motore di ricerca qualsiasi per rendersene
conto (con Virgilio si trovano 719.083 voci). Il sito Gossamer
Project, dedicato a X-Files e nato nel 1996 dalle ceneri del
Gossamer Archive, contiene circa 20.000 racconti. Lo Smallville
Slash Archive, fondato il 20 ottobre del 2001, soltanto quattro
giorni dopo la messa in onda della prima puntata della serie,
ospitava già 1.000 storie nell’agosto 2002, e si arricchisce di una
decina di nuove entrate ogni settimana. In Italia, un sito
generalista come FanFiction.it vantava la scorsa estate 1.375 titoli
basati su manga, film, telefilm, fumetti, cartoni animati e libri.
Gli autori e i lettori di fan fiction sono prevalentemente donne di
cultura medio-alta e di varia età, dalle studentesse quindicenni
alle casalinghe cinquantenni. La predominanza femminile viene
spiegata dai sociologi come una reazione al potere maschile degli
studi televisivi, che per lungo tempo ha conferito i ruoli
principali agli uomini, relegando le donne a ruoli decorativi e
dedicando poca attenzione alle vicende sentimentali (le storie
d’amore duravano solitamente lo spazio di una puntata).
Luca, 29 anni, nickname Maxalot, grafico napoletano, appartiene alla
felice minoranza: “Le mie attuali passioni sono Dark Angel, Xena,
Matrix, Ally McBeal, gli X-Men, Harry Potter. Le fan fiction mi
permettono di tenermi in contatto a lungo con i miei personaggi
preferiti, scoprire come li vedono altri fan, approfondire certi
aspetti, fare amicizia con persone che condividono i miei stessi
interessi.”
Anche la fan fiction, come la letteratura cosiddetta alta, ha i suoi
generi e sottogeneri. Si va dal romance all’hurt-comfort, dalla
futurefic all’angst, dal pwp all’alternate universe, dal drama alla
deathfic…
“Ho scoperto la fan fiction per caso la primavera scorsa,” dice Dark
Lil, mamma quarantaquattrenne, insegnante in una scuola superiore
lombarda. “Cercavo materiale su Buffy ed Angel. Ho trovato un
archivio di racconti. Da allora ne ho letti un centinaio,
soprattutto romance, futurefic, angst e storie a puntate. Ho
scoperto che la maggior parte sono di grande qualità, e molto fedeli
al carattere dei personaggi. Questo mi ha stimolato a scrivere, in
italiano e in inglese. Mi diverto a immaginare il passato o il
futuro dei protagonisti. La risposta dei fan è immediata,
gratificante, quasi una droga. Più feedback ricevi, più ne vorresti
avere.”
La libertà che la fan fiction concede all’autore (è possibile far
morire un protagonista, fargli vivere storie d’amore con altri
personaggi della serie o inventati di sana pianta, riempire gli
spazi fra un episodio e l’altro o spiegare vicende lasciate in
sospeso dagli sceneggiatori) è all’origine di un genere molto amato
ma anche molto discusso, lo slash. Si tratta di storie
caratterizzate da un legame sentimentale o sessuale fra due
personaggi dello stesso sesso, scritte per il 90% da donne e per il
10% da gay. Il grado di erotismo varia dall’inesistente (G, general
audience) al porno (NC-17, vietato ai minori di 17 anni),
esattamente come per l’het, la fan fiction etero. Le prime storie di
questo tipo, apparse in fanzine negli anni Settanta, spingevano “un
passo avanti” l’inossidabile legame fra Kirk e Spock (Kirk/Spock, da
cui appunto il termine slash).
“Perché preferisco questo genere?” dice Selina, impiegata
venticinquenne romana, fan di Smallville, Il Signore degli Anelli,
The Sentinel e Batman, oltre che accanita divoratrice di libri.
“Beh… Vuoi mettere, Lex Luthor e Clark Kent insieme? Per essere
sincera credo che due, o anche tre o quattro begli uomini che fanno
sesso siano la cosa più deliziosamente sexy che si possa
immaginare”.
Diverse le motivazioni di Butterfly, 32 anni, piemontese, operatrice
sociale: “Preferisco lo slash, sì. Il sesso è erotico, certo, ma non
è necessario per convincermi a leggere un racconto. Quello che
m’interessa è lo sviluppo del rapporto, romantico o d’amicizia che
sia. Mi piacciono le slash stories perché mi commuovono i legami
profondi fra uomini. Mi piace quando condividono i loro sentimenti.
Li fa sembrare vulnerabili, sensibili, più completi e attraenti. Gli
uomini che conosco non sono così. Tendono a essere più superficiali,
e lo trovo molto triste.”
Capito, uomini? E’ ora di cominciare a leggere un po’ di fan fiction
e imparare qualcosa!
|