Indice Articoli
Telefilm & Moda: Ciak si sfila

Pubblicato su Class di luglio 2004


La canottiera di William Holden in Picnic, il taglio alla maschietta e i fuseaux di Audrey Hepburn, gli stivali a coscia di Pretty Woman, gli occhiali scuri e gli impermeabili di pelle di Matrix… Il cinema ha sempre dettato la moda, nel bene e nel male, per il volgere di un istante o per intere stagioni. Ma, se questo è vero per le star del grande schermo, tanto più lo è per gli eroi dei serial, questi film in miniatura che ci accompagnano per mesi e anni della nostra vita, sempre più innovativi, sperimentali, irriverenti (si pensi al surreale Six Feet Under, all’adrenalinico 24, al trasgressivo Nip/Tuck, ai virtuosismi stilistici e alla precisione scientifica  di CSI),  sempre più stimolati dalla concorrenza dei reality show  a farsi interpreti di un tempo e di uno stile di vita ( i serial gay The L Word e Queer As Folk, il preteso “documentarismo” di Homicide, K Street, Sex & The City, Arrested Development, West Wing). Sotto questo aspetto, la moda diventa uno degli elementi di comunicazione più importanti, in un processo di contaminazione continua e di influenza reciproca. I costumisti creano uno stile che identifichi un personaggio, utilizzando capi e accessori presenti sul mercato e, se questo personaggio si stacca dal gruppo e viene identificato come modello, ecco che scatta il processo imitativo, che coinvolge non solo il pubblico ma gli stessi stilisti, sempre rapidi a cogliere le nuove tendenze. La moda, interpretando il presente, ha bisogno di un contesto, della personificazione. A colpire l’immaginazione del consumatore,  quindi, più che una foto asettica su una rivista di moda,  sarà l’immagine di una star colta nel suo vivere quotidiano, o il protagonista di un film o, meglio ancora, qualcuno che entra nelle case della gente tutti i giorni o quasi, come capita, appunto, all’eroe di un telefilm. I serial, come si dice, creano “fidelizzazione”  nello spettatore, che finisce per affezionarsi o identificarsi con un certo personaggio, per farne proprio lo stile o il linguaggio,  possibilmente personalizzandolo e adattandolo al contesto in cui vive. Il taglio ondeggiante e scalato della ragazza-spot Farrah Fawcett delle Charlie’s Angels ha fatto scuola negli anni ’70. E che dire di Starsky e Hutch, che stanno tornando in auge proprio di recente grazie al film-omaggio con Ben Stiller e Owen Wilson? Il look dei protagonisti, accanto agli inseguimenti mozzafiato a piedi e a bordo della mitica Ford Torino rossa con striscia bianca, caratterizzava il serial ed è rimasto impresso nell’immaginario collettivo.  Come dimenticare i jeans a zampa d’elefante, le camicie colorate dal colletto maxi, i giubbotti di pelle o stile college, il bellissimo cardigan color panna con greca, le scarpe da ginnastica Adidas? Ancora oggi c’è chi è disposto a spendere centinaia di euro pur di replicare per intero l’abbigliamento dei suoi beniamini. Ma, senza giungere a questi estremi, il vintage  permette di giocare con accessori e piccoli richiami d’epoca, che consentono di personalizzare e arricchire uno stile senza farlo sembrare del tutto anacronistico. I jeans e le scarpe stanno già vivendo un felice revival. Per chi invece vuole celebrare il mito senza cedere all’imitazione, l’effigie stessa dei due protagonisti è stata trasformata in una sorta di icona, stampata  su una collezione di felpe e T-shirt della linea d’abbigliamento Pickwick. Ma il primo telefilm a imporre davvero una tendenza è stato Miami Vice, in pieni anni Ottanta.  Il modello di stile è di nuovo un poliziotto, per quanto anomalo. Con la scusa della copertura da infiltrato, il Sonny Crockett di Don Johnson sfreccia per le strade di Miami a bordo di una Ferrari Daytona, indossando orologi di marca e abiti firmati. Diventa un must il suo stile informal-elegante, espadrillas ai piedi e magliette (Fiorucci) portate sotto la  giacca (Armani). Anche i telefilm degli ultimi anni sono riusciti a creare piccoli fenomeni di moda. Nel momento di maggior successo di X-Files si è assistito a un moltiplicarsi esponenziale di caschetti rosso rame, e perfino il classico tailleur, soprattutto nelle nuance del grigio e del nero, ha conosciuto una nuova giovinezza. In Buffy,  la parola d’ordine è “riflettere ciò che i ragazzi indossano e influenzare ciò che i ragazzi indossano”. La costumista Cynthia Bergstrom studia riviste e passa al setaccio boutique e centri commerciali, accogliendo anche i suggerimenti della protagonista Sarah Michelle Gellar, grande appassionata di moda. La cacciatrice di vampiri è, in fondo al cuore, una ragazza come tante, e dunque sembra preoccuparsi di apparire trendy e carina quanto di prepararsi all’arrivo dell’Apocalisse. Adolescente all’inizio del serial, sfoggia una serie di abitini e minigonne spesso abbinati a stivali, sia d’inverno che d’estate. Accessorio irrinunciabile l’elegante ciondolo a forma di croce, in una vasta gamma di versioni, diventato subito di tendenza. Con il passare del tempo, più matura e provata dalle esperienze della vita, la nostra eroina opta per uno stile semplice e comodo, jeans e pantaloni in genere, portati assieme a dolcevita bianchi o neri o a top, maglie e camicette dai colori prevalentemente pastello. Anche gli altri personaggi, evolvendosi, cambiano stile. Da timida liceale tutta trecce, gonnelline e buffe salopette,   Willow si trasforma in una potente strega con i capelli sparati e un guardaroba vagamente hippy. Restano invece fedeli a se stessi i personaggi dark, dalla cacciatrice ribelle Faith, trash nella profusione di pelle nera attillata, al vampiro ossigenato Spike, emulo o, a quanto si scopre in seguito, addirittura ispiratore di Billy Idol. Il grande amore di Buffy, il vampiro Angel, tanto apprezzato dal pubblico da guadagnarsi la leadership dello spin-off omonimo,  impone uno stile dark-elegante da bel tenebroso, severo e lineare, talvolta addolcito da camicie in tinta più calda o da morbide maglie.  A completare quello che dovrebbe essere, nelle intenzioni della Bergstrom, un look europeo, quasi sacerdotale eppure sexy, manca raramente il classico impermeabile di pelle o cappotto nero. Angel tenta anche un rilancio della canottiera bianca alla William Holden, indossata con disinvoltura sia nella splendida puntata-flashback  Are You Now Or Have You Ever Been?, ambientata in pieno maccartismo, sia ai giorni nostri. Quando poi, nella stagione finale di Angel, il protagonista è costretto suo malgrado a prendere le redini di uno studio di avvocati del diavolo (letteralmente), la costumista Shawna Trpcic decide di adeguarne lo stile alla nuova posizione, rendendolo, nelle sue stesse parole, più “costoso”. Così Angel comincia a vestire Paul Smith, Prada e Dolce & Gabbana,  non disdegnando a volte giacche e completi da professionista in carriera al posto del solito soprabito di pelle. Smallville è uno dei serial più seguiti dai giovani ed evidentemente anche dalle case di moda. La bella protagonista Lana Lang esibisce maglioni e magliette verde acido e rosa confetto, ed ecco che le vetrine dei negozi di abbigliamento traboccano di capi verde acido e rosa confetto. Nello stesso telefilm, il carismatico Lex Luthor fa della sua strepitosa pelata un segno di distinzione, sfoggiandola senza vergogna assieme ad auto di lusso, belle donne e vestiti firmati. Di colpo, le strade si riempiono di giovani e meno giovani che, dopo aver rinunciato ai pochi capelli residui, ostentano una molto più sportiva rasatura radicale. Ma è in Sex & The City che la moda si fa davvero co-protagonista. Le quattro amiche ultratrentenni al centro dello show sono “fashion victim” che si muovono fra boutique, vernissage, cocktail party e club esclusivi,  e che preferiscono fare la fame piuttosto che rinunciare a un paio di scarpe o una borsa firmate. La costumista Patricia Field  crea gli accostamenti bizzarri che identificano il personaggio della scrittrice Carrie,  sceglie un look invariabilmente sexy per la PR Samantha, più sobrio per la gallerista Charlotte e l’avvocatessa Miranda. E’ anche grazie a lei se lo stilista Narciso Rodriguez (che veste Carrie) si trasforma in un’icona della moda e le scarpe dai tacchi altissimi di Manolo Blahnik diventano veri e propri feticci (“Dammi le tue Manolo Blahnik,” ordina un rapinatore a Carrie. “La prego, sono le mie scarpe preferite. E’ stato un affare. Le ho prese a prezzo di costo a una svendita”, replica la sfortunata vittima).  Carrie arriva a superare il suo terrore della passerella e a partecipare a una sfilata di modelle e scrittori (cadendo rovinosamente) pur di mettere le mani su un vestito di Dolce & Gabbana. Charlotte si lascia palpare il piede da un commesso feticista in cambio di un paio di costosi sandali firmati. Samantha spende 150 dollari per una borsa falsa di Fendi (in Italia l’avrebbe trovata a molto meno!). Ma perfino il falso diventa pretesto per una lezione di vita, in Sex & The City. Carrie non si lascia convincere a comprare la borsa contraffatta perché, dice, “anche se tutti l’avessero creduta vera, io avrei sempre saputo che veniva da un bagagliaio nel profondo di un lercioso quartiere” e preferisce “aspettare di potersi permettere quella autentica, così saprò che è una cosa unica, speciale, che pochi hanno”. E Charlotte esplode: “Il mio matrimonio è una falsa Fendi! Tray e io sembriamo una coppia perfetta dal di fuori, ma dal di dentro tutto è fasullo, non è speciale.” Ora che Sex & The City e molti altri telefilm di culto (da Ally McBeal a Friends, da Buffy a Angel) hanno chiuso  i battenti, molti spettatori si troveranno un po’ disorientati. I più giovani potranno forse trovare ispirazione e consolazione in The O.C. e One Tree Hill, annunciati come gli eredi di Beverly Hills e Dawson’s Creek. Intanto restano Smallville e CSI. Vedremo se la passione di Lex per le sfumature del viola troverà degli estimatori. E attenzione, perché le maglie aderenti indossate sotto la giacca dall’agente della scientifica Catherine Willows, sobrie eppure sexy, sembrano perfette per una giornata in ufficio. Anzi, qualcuna ha già cominciato portarle.