Fermate la Chat,

     

 

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voglio scendere   Pubblicato su Class
gennaio 2005
     

 

Nel 1987, il telefilm Star Trek: The Next Generation introduceva e rendeva popolari sul piccolo schermo  i personaggi olografici, amici, amanti, avversari ideali, creati da un computer per offrire compagnia e svago ai solitari viaggiatori dello spazio. In un memorabile episodio intitolato “Illusione o realtà?”, un timido patologico dava vita sul ponte ologrammi a proiezioni di persone reali, modificandone la personalità al solo scopo di poter affrontare le proprie paure in un ambiente protetto, e alle proprie condizioni.
A diciotto anni di distanza, se la realtà - purtroppo o per fortuna - non ha ancora superato la fantasia, la possibilità non appare più così fantascientifica. La tecnologia ci viene in aiuto adattandosi alle nostre nevrosi, permettendoci di isolarci dal mondo esterno e allo stesso tempo di placare (o illuderci di placare?) le nostre esigenze affettive connettendoci con decine o centinaia di persone nei più remoti angoli del globo.

La comunicazione via rete è divisa in grossi “gruppi” che usano sistemi diversi per comunicare.

1- Instant Messengers (es. ICQ, Messenger, Trillian…). Non occorre collegarsi ad un sito per usarli, ma installare sul computer  un programma che gli consente di funzionare da chat. Ogni volta che una persona si iscrive ai servizi di messaggistica immediata, immette un profilo utente personalizzato e si “rende visibile” a chi vuole. Può quindi cercare un interlocutore già on-line o aspettare che qualcuno, colpito dal suo profilo o semplicemente curioso di fare conoscenza, si metta in contatto con lui.

2- Chat Room. Sono stanze comuni di conversazione. Per entrare ci si collega a un sito, eventualmente scaricando il software Java per l’attivazione. Anche nelle chat è prevista l’opzione “messaggio privato”, una stanza virtuale con cui si può parlare in “intimità” con la persona che interessa, sempre che questa sia d’accordo. Il tutto, come per il punto 1, avviene in tempo reale. Un moderatore vigila affinché non vengano violate le regole imposte dal sito, come ad esempio il divieto di diffondere numeri di telefono.

3- Forum. Sono luoghi d’incontro  più “tranquilli” delle chat, meno immediati. E’ necessaria l’iscrizione, e la comunicazione non avviene in tempo reale ma come nella normale posta elettronica, anche se le risposte sono visibili a tutti i visitatori  E’ possibile scambiarsi messaggi privati all’interno del sito tramite una casella personale. Anche nei forum è presente la figura del moderatore.

4- BLOG. Molto affini ai forum (e spesso collegati ad essi nei siti). Sono i “diari” dell’utente. Sono strutturati come i forum, ma di solito chi li gestisce è un internauta che scrive un vero e proprio diario personale, senza voler a tutti i costi intavolare una discussione. Gli altri utenti possono poi lasciare commenti.

   

 

 

Mentre uno stilista lancia sul mercato una linea di magliette che pubblicizzano l’indirizzo del sito a cui rivolgersi per contattare la persona che sfoggia l’indumento (evidentemente ansiosa di fare nuove conoscenze), i cellulari di ultima generazione consentono, tramite un trasmettitore a onde radio a corto raggio denominato BLUETOOTH, di collegarsi con altri apparecchi dotati di un ricevitore analogo per scambiare dati o, più semplicemente, per abbordare, per strada o in metrò, interessanti sconosciuti.
Intanto, godono sempre di maggiore successo, sul web, i  luoghi d’incontro per internauti, dai siti specializzati per single (ad esempio, quelli che organizzano i famosi speed date, o le banche dati per la ricerca dell’anima gemella), ai vari instant messenger, chat room, forum e blog.
I navigatori abituali, in Italia, sono maschi dai 25 ai 40 anni, di cultura medio-alta, con mezzi a disposizione e buona competenza nell’uso delle nuove tecnologie. Tuttavia, secondo dati emersi al 26mo Congresso Internazionale della Società Italiana di Psicologia, il 60-70% degli utenti delle chat sarebbe costituito da donne, in maggioranza laureate, che cercano in rete una relazione affettiva. Sette uomini su dieci, invece, chatterebbero in cerca di sesso.
Il professor Sandro Roventi e la dottoressa Chiara Galli, dell’Istituto di Sociologia dell’Università Bocconi di Milano, individuano in questo fenomeno aspetti patologici collettivi (le difficoltà di comunicazione in una società sempre più atomizzata, oltre alla pigrizia e alla mancanza di tempo che spingono a preferire i luoghi d’incontro virtuali a quelli tradizionali, più impegnativi e rischiosi), e individuali (senso del mistero e deresponsabilizzazione  garantiti dall’anonimato). Gli psicologi mettono in guardia contro quello che viene definito “tecno-autismo”. Il 10% dei giovani fra i 16 e i 40 anni che cercano amore o amicizia in rete svilupperebbero infatti una vera e propria dipendenza da Internet.
Gabriele, laureato in filosofia e appassionato di psicologia, ha fondato nel 2.001 il sito www.pensierincorso.it, una sorta di comunità di recupero virtuale per chat-dipendenti.
“Ero entrato in una chat room per curiosità”, racconta, “e improvvisamente mi sono ritrovato risucchiato in questo vortice. Non pensi ad altro che a connetterti, e la realtà virtuale finisce per sostituirsi alla vita vera.”
Il suo sito, ora in fase di restyling,  contava una sessantina di frequentatori abituali, di cui trenta quotidiani. Si trattava di persone che, pur godendo di una buona posizione (erano bancari, ingegneri, insegnanti, pedagogisti, ricercatori universitari, manager…), soffrivano spesso di solitudine e di un forte senso di inadeguatezza. “Chiunque entri in una chat room”, spiega Gabriele, “lo fa indossando una maschera. Non parlo solo degli omosessuali consapevoli o meno che scelgono un’immagine di sesso diverso. Gli utenti delle chat room, a fronte di una incapacità relazionale e di delusioni affettive nella vita reale, cercano un contatto via Internet proponendo un io alterato. Non accettandosi per quello che sono, inibiscono quelli che ritengono essere i loro difetti, accentuando invece le qualità Questo porta inevitabilmente a una delusione, in caso di un incontro faccia a faccia.” Gabriele attribuisce la responsabilità all’interazione tra la fragilità di questi individui e gli inarrivabili modelli fisici e sociali imposti dai media.
“C’è tanto timore di restare soli, e chi resta solo per la società è un perdente”, considera Fabio, trent’anni, ingegnere informatico, moderatore di un forum che in quattro anni ha raccolto 40.000 iscritti. Fabio non ama le chat room, ritenendole troppo frenetiche e dispersive, ma difende i forum. “Il forum non è ritirarsi dalla vita reale, ma affrontarla in modo diverso, con l’armatura”, osserva. “Molte persone, frenate nella vita reale dal timore del giudizio degli altri o da un aspetto fisico che ritengono inadeguato, nei forum diventano estremamente sicure di sé, perfino aggressive. Comunque, i forum sono un’invenzione geniale. Puoi trovarci la risposta a qualsiasi domanda. Li ho scoperti cercando un accessorio particolare per la mia auto, ma ho continuato con altri siti perché mi piace scrivere e sperimentare qualunque novità informatica.” Esistono infatti due categorie di forum, quelli settoriali e quelli dedicati a chi cerca esplicitamente di fare conoscenza, ma “è possibile fare amicizia anche attraverso i primi, dati gli interessi in comune condivisi dagli iscritti” Inoltre, entrambi organizzano raduni nei quali i loggati possono incontrarsi faccia a faccia. Fabio ha partecipato ad alcuni di questi incontri. Ammette di averli affrontati con un po’ di pregiudizio, ma di aver trovato persone “non alienate ma normalissime, colte, benestanti, spesso legate al campo dell’informatica e della comunicazione”. Fabio ha assistito alla formazione di alcune coppie, durate anche due o tre anni. “E’ triste ammetterlo, ma alla base di tutto c’è quasi sempre il mero sesso. Però, se vuoi solo un’avventura, il posto giusto è la chat. Il forum richiede tempo e impegno: devi iscriverti, redigere un profilo, magari allegare una foto, spedire un messaggio, aspettare la risposta, e così via. Un vantaggio del forum è che ti dà il tempo di riflettere su quello che scrivi.” Fabio tuttavia confessa che, personalmente, non rischierebbe un incontro individuale con una persona conosciuta via Internet.
Monica, agente immobiliare ventottenne, bella e solare, invece si è buttata. Ha cominciato a navigare dall’ufficio, per cercare informazioni e riempire i tempi morti, e ha continuato per divertimento: “E se poi trovo qualcuno d’interessante, ben venga!” Monica ha incontrato molte persone conosciute via Internet. Anche lei predilige gli incontri di massa, “magari una cena con quaranta persone mai viste e con cui ho soltanto chattato per mesi.” Ha anche avuto incontri individuali, prendendo le dovute precauzioni. “Per un primo incontro, se si tratta di un uomo, evito luoghi poco frequentati. Ormai si sa che questo mezzo viene usato anche dai malintenzionati.” Monica ha convissuto con un ragazzo conosciuto in chat. “Dopo un primo periodo di felicità ci siamo resi conto che non eravamo fatti per stare insieme.” Però ci ha riprovato, e da due anni sta con un altro ragazzo conosciuto tramite un forum. Anche i forum però possono generare fenomeni di dipendenza. Fabio ha scritto 2.500 messaggi in quattro anni, in qualità di moderatore, ma cita casi di iscritti che sono arrivati a postare fino a 12.000 messaggi in due anni.
Gianni, botanico trentaseienne, mantiene un certo distacco. Il desiderio di conoscere e scambiare opinioni con persone di tutto il mondo l’ha portato a partecipare a forum, blog e a installare nel suo computer ICQ. Il dialogo, attraverso un instant messenger, è più intimo. Avviene infatti generalmente fra due persone. I cinesi sembrano particolarmente attratti da questo mezzo di comunicazione. “E, francamente, dopo due settimane che, mentre sei connesso, ti appare a intervalli regolari la finestrella con su scritto ‘Hi, I’m PsiKoTIka from China. How R U?’, perdi la pazienza e ti viene voglia di disinstallare il programma.” Soltanto una volta, in fase single, Gianni ha quasi ceduto alla tentazione di incontrare una sua corrispondente. La foto dell’amica di web l’ha dissuaso. “Appariva volgare, diversa da come me l’ero immaginata. Ho perso totalmente l’entusiasmo e ho smesso di rispondere ai suoi messaggi.”  I sociologi della Bocconi mettono in guardia contro una demonizzazione del fenomeno. “Si tratta comunque di un nuovo mezzo di comunicazione che mette in contatto persone che fino a pochi anni fa non avrebbero avuto modo di conoscersi.” Gabriele è d’accordo: “Internet non è il male. Viene usato male.” E dobbiamo dargli retta, soprattutto se pensiamo che il nostro psicologo delle chat proprio attraverso il suo sito ha conosciuto la donna che attualmente è sua moglie, volata dall’America all’Italia per incontrarlo. Come assicurano i nutrizionisti per il cibo, nulla fa davvero male. Purché assunto in giuste dosi.


 

TERMINOLOGIA DEI FORUM

Bannare: prerogativa che ha il moderatore di un forum di espellere temporaneamente o definitivamente un iscritto.

Loggato: iscritto.

Niubbo o niubbi: dall’inglese newby. Nuovo iscritto.

Troll: utente che entra in un forum solo per provocare discussioni.

Flame: violenta discussione all’interno di un forum.

Avatar: piccola immagine personale che identifica l’utente. Appare accanto ad ogni messaggio “postato”. E’ una sorta di “volto virtuale” della persona che scrive. Non si usa nelle chat, per evitare di appesantire gli interventi degli utenti con un susseguirsi turbinoso di immagini.